Nei giorni scorsi si è celebrata la festa finale di fine ciclo per gli alunni delle quinte, un traguardo che segna la fine di un viaggio durato cinque anni e l’inizio di una nuova, grande avventura.
L’emozione si respirava nell’aria, ma a farla da padrona è stata soprattutto la musica, vero filo conduttore di un pomeriggio indimenticabile.
Note originali e grandi classici: la colonna sonora del saluto
La creatività dei bambini e dei docenti ha letteralmente conquistato il pubblico. Il programma musicale ha saputo unire l’originalità alla condivisione, dando lo stesso, straordinario valore a ogni singola esibizione:
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Creatività a chilometro zero: In alcune classi, gli alunni e i maestri si sono trasformati in veri e propri cantautori, scrivendo e musicando canzoni originali che hanno raccontato aneddoti, risate e ricordi vissuti tra i banchi.
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L’energia della rete: Altre classi hanno invece scelto di reinterpretare con grandissimo trasporto e intensità alcuni brani già noti, personalizzandoli con la propria energia e trasformandoli in un coro unanime di gioia.
A scuotere l’atmosfera ea far scattare in piedi tutti i presenti ci ha pensato poi il momento della danza: una scatenata e travolgente coreografia sulle note di Grease Lightning, che ha contagiato genitori e insegnanti a colpi di ritmo e sorrisi.
Il tocco e la promessa: “A modo tuo”
Il momento più solenne, ma anche il più intimo, è arrivato con la consegna dei diplomi. Ogni bambino ha ricevuto il suo attestato indossando con orgoglio un bellissimo tocco fatto a mano dai docenti: un piccolo capolavoro di artigianato che racchiude in ogni piega il tempo, la cura e l’affetto che i maestri hanno dedicato ai loro alunni in questi anni.
Ma le lacrime – quelle dolci, di profonda gratitudine – sono arrivate quando i docenti hanno preso la parola (e il cuore) per dedicare ai “loro” ragazzi la canzone “A modo tuo” di Ligabue.
“Sarà difficile chiederti scusa per un mondo che è quel che è… ma a modo tuo andrai avanti, andrai a modo tuo.”
In quei versi c’era tutto il senso dell’insegnamento alla Carlo Levi: saper accompagnare per un pezzo di strada, per poi lasciare andare, con la certezza di aver dato ai ragazzi le ali forti per volare.
Buon viaggio, ragazzi. La scuola secondaria di primo grado vi aspetta, ma un pezzetto del vostro cuore resterà per sempre qui.
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